lunedì 8 dicembre 2008

Emerald green...bel tempo si spera

Che grande terra è l'Irlanda!
Non riesco a trovare molte parole per descrivere il viaggio attraverso quest'isola di smeraldo appena concluso. Forse non mi va neanche di cercarle perchè sarebbe come tentare di raccontare il lavoro di uno scultore sul suo pezzo di marmo forgiato.
Ebbene l'Irlanda si è impressa nella mia vita con la sua gente che sa amare e accogliere.
Dopo aver visitato Galway, piccola città composta quasi solo di giovani, piena di fiducia, speranza e allegria, il mio "amico" F. ed io ci siamo mossi verso il sud a bordo di una confortevole quanto anti-estetica macchina azzurra.
Quale sentimento resta quando si condivide un'atmosfera solitaria, incontaminata in cui il contatto con l'Universo sembra entrarti nelle ossa? Quale retrogusto emotivo ci lascia l'aver fatto l'amore in quella che sembra essere la cartolina di un posto magico dentro la mia testa e che invece esiste in tutta la grandezza della sua fisicità?
Immagino solo che se quello che resta è magia, altra magia verrà creata.

venerdì 21 novembre 2008

Postilla per fissare

Sono contenta. Tanto da dirlo, quindi lo dico.
Sono nel mondo di "illuminazione parziale". Mi guardo intorno, recettiva, e cerco la profondità, il significato, la bellezza perchè consapevole che esistono. Sono molto riflessiva oggi e questo mi spinge a voler comunicare un pò di più. Con chi? Non che mi senta sola in questo periodo ma penso di voler costruire con chi mi sta intorno nuovi tipi di comunicazione. Voglia di procedere, andare avanti. Migliorare o scoprire? Che importa...definizioni mentali. "E' il cuore che conta. A che cosa serve vedere il volto?". Questa frase del Maestro mi fa sentire tanto potente. Mi concede il potere di essere con chi amo e lottare con loro. Quanto è importante questa consapevolezza soprattutto quando la maggiorparte dei miei amici è lontana o semplicemente non con me adesso.
Esco. Continuo a vivere.

venerdì 31 ottobre 2008

E' impossibile? No.


E' una sensazione stranissima quando le persone con cui entriamo in contatto ogni giorno, da quelle più intime agli sconosciuti degli autobus, riflettono un'immagine di noi che pensiamo non appartenga alla nostra natura.
Sono stata a ricevimento dalla relatrice della mia tesi ed è stato tutto sorprendente e sbalorditivo. Sorprendente è stato il toccare con mano che è vero che non si è buoni o cattivi a priori, ma solo in relazione a qualcosa o qualcuno: formalmente una prof del genere avrebbe tutte le carte in regola per essere considerata una vera e propria "stratega della stronzaggine e del cinismo". Oggi nel suo ufficio c'ero io, Marianella, nel pieno del suo agio e della rilassatezza (ho fatto taaaaaanto daimoku proprio per sciogliere come cera questo malloppo di ansia e irrequietezza). Ed oggi, nel suo ufficio, la prof è stata una delle persone più umane e vulnerabili che io abbia mai incontrato. Se fino a stamattina la stimavo per il suo modo di lavorare, adesso la sento più vicina di quanto pensassi nel suo modo di guardare al mondo. Sono contenta di essere una sua "discepola". Voglio esserlo perchè ho scelto il mio "maestro".
Sbalorditiva è stata la sua espressione ansiosa quando mi ha consigliato di essere meno pignola.
PIGNOLA?
IO???
In questi giorni non ho fatto altro che combattere interiormente con il mio senso di inadeguatezza e il mio senso di colpa rispetto alla presunta "faciloneria" con cui stavo affrontando la fine del mio percorso di studi. Risultato: stress, angoscia, senso di impotenza, ansia perchè il tempo passa, in poche parole una Non-Vita.
La risposta più bella che potessi aspettarmi e la vittoria giornaliera più grande che potessi ottenere dopo tanto lottare è stato proprio questo sbalordimento.
Gli occhietti della prof dietro due fondi di bottiglia che si alzano dal tavolo, vanno ad incorciare i miei e, in tutta tranquillità, mi dicono: "Si rilassi. Come fa a dire che non è all'altezza se non l'ha mai fatto?". Come a dire che non è bene conoscere la realtà attraverso la propria idea di realtà, ma è bene farlo attraverso l'esperienza di questa.
Oggi sono grata a questa donna.
Oggi sono grata alla mia Vita perchè, aprendosi, mi ha permesso di farsi conoscere un pò di più.
Ora ho un volo da prenotare!

venerdì 17 ottobre 2008

In due parole, il senso di oggi

Ho bisogno di dire agli altri quello che penso, ora più di ieri, ora più che mai.
La vita si approfondisce sempre, è nella fisiologia sua propria. Io lo vedo da questo non poter tacere. Se amo lo voglio urlare, se ho stima lo voglio gridare, se trovo che è ingiusto lo voglio combattere senza quel senso di impotente inadeguatezza che mi fa aver paura di poter "esagerare" con le persone. Se si ama allora bisogna avere pure tutta la fiducia di questo mondo nel pensare che se si persegue il giusto, il bene, il canale che si adotta per il dialogo sarà sempre quello ideale, che non si fraintende ma che va dritto alla sostanza. Sì, tanta fede occorre. Ma ne vale la pena. Non fosse altro che questo vivere attimo dopo attimo è tutto quello che si conosce della Vita.
Ora il ricercare costantemente "l'altro" per vedere a che punto è la nostra lotta quotidiana è un desiderio che sgorga dal profondo del cuore e non, come ieri, un dovere morale.
Ci sono. Ci siamo. E che bello, no?

lunedì 29 settembre 2008

Esperienza Sociale


Ho tanta voglia di vivere in questo istante. Un desiderio smisurato di fare "esperienza sociale", di farmi coccolare da quel tipo di sensazioni che nascono quando si è in procinto di fare qualcosa d'ignoto o quando si è conosciuto qualcuno che ci ha colpito e non sappiamo ancora perché. Ovviamente né la prima né la seconda situazione sta accadendo...però l'elettricità che vivo è questa.
Ieri sono stata con Cinzia a Lucca a trovare quella che è e ricorderò per sempre come un'importantissima amica del periodo universitario. Una di quelle amicizie che non finiscono quando si è dato un esame per il quale si è studiato insieme ma neanche che si portano avanti come quelle con le amiche "del cuore" strictu sensu. La Vale è la Vale. Non ci si vedeva da prima che andassi a Tallinn...più di un anno fa. Quanto mi fa star bene il sentire che una volta che si è condivisa una tale intimità e genuinità nel rapporto con qualcuno, questo è per sempre.
Tornando a casa nella mitica macchinina della Stefi con una coda esagerata che ci ha permesso di goderci un panorama da Toscana-una-regione-che-è-un-sogno, abbiamo fatto il solito bilancio di vita che ci piace tanto fare (è il canale su cui viaggiamo con la Cinzia quando vogliamo rintanarci nel nostro rapporto più profondo). Indubbiamente tante cose sono cambiate ma la cosa più sconvolgente è sentire il percorso.
E allora tutte le cose, le persone, le sensazioni che non ci son più non ci fanno più intristire ma solo sorridere. Ricordare e sorridere. E non c'è più paura che niente sarà mai come prima perchè questa è un'ovvietà che se vista nel modo giusto non è altro che il punto di partenza da cui ricominciare ad agire. Io sono a questo punto adesso (è questa per me l'"esperienza sociale" di cui sopra) e nessuno "me la guasta"!

giovedì 11 settembre 2008

Ciclicità Karmica!

Ecco! Ci risono. Sempre lì a non sapere se mi sto scontrando con una fondamentale incapacità di comunicare o con il più grande tra i difetti umani: la superbia.
E pensare che a Settembre la mia wishlist è sempre ben condita di ottime intenzioni; il mio umore è stranamente sopra la media annuale...insomma sono in gran forma!!!...di solito...
Qui a Firenze sono cambiate delle cose che non avevo creduto inizialmente tanto rivoluzionarie. Però resta il fatto che Martina non vive più con me e Marzia se n'è uscita in punta di piedi da questa città e, ora me ne rendo conto più che mai, dalla mia quotidianità.
E va bene!
Marianella essere forte e avere piacere della felicità persone che volere bene.
Altra cosa è il fatto che mi sono rassegnata a fare la parte della tosta, di quella che non chiede mai, di quella a cui non chiedere mai cosa cazzo sta facendo perchè tanto ha sempre tutto sotto controllo. Di quella che "tanto si sa, Marianella è fatta così". Ecco io mi chiedo perchè ho l'impressione che tutti sappiano come son fatta, cosa penso, quali sono le mie caratteristiche inconfondibilmente MIE, tranne me??!!??
E qui la difficile domanda iniziale. Ho problemi di comunicazione? Non riesco per caso ad esternare "l'essere io" come davvero è dentro di me? So comunicare i miei bisogni? E allora perchè agli altri sembra sempre che io non ne abbia? E cazzo se ce li ho!!!!
O il problema è un altro? Ovvero il fatto che io non riesco a mettermi a nudo completamente (problemi, ansie, gioie, preoccupazioni, gratificazioni) perchè penso che tanto gli altri non sarebbero in grado di essere tanto risolutivi quanto me nel risolvere le questioni o "semplicemente" lenire dolori dell'anima???
E va bene...!
Resta il fatto che l'altra sera, ritrovandomi a cena a casa della Cinzia, lei mi fa capire apertamente che ha notato che io è da moooolto tempo che non sorrido più, ho sempre l'aria contrita di chi non può che occuparsi di cose serie, seriose e angustianti.
BUH-BUH-BUH-BUUMMM!!!
Eccoci punto e a capo. Cazzo ma è vero!!!!!
E la nuova verità che è emersa è questa, Signore e Signori, IO HO PAURA. Paura di non essere all'altezza di fare un bel niente, paura di deludere, paura di non sapere come fare, paura di non saper come incastrare, paura di non saper come amare, paura di non saperlo fare genuinamente, appassionatamente, per se, paura di rimpiangere un giorno, paura di non saper affrontare, paura di perdere, paura di vincere.

martedì 12 agosto 2008

L'è dura!

Accidenti! Sono a casa con i miei da ormai quasi un mese. Mi dispiace troppo doverlo ammettere ma è proprio vero che una volta che si è lasciato il proprio tetto familiare e si vive da soli ormai da un pò, è difficilissimo riuscire a far filare le cose una volta ripiombati dentro.
All'inizio cerco di ri-adattarmi alla routine di casa passando di soppiatto nelle vite dei miei, ascoltando molto e parlando poco. Poi però inevitabilmente accade che quella fintissima patina di impermeabilità che tento di costruire per non affrontare le cose che non mi vanno giù (questo perche mi dico:"Dai che tra un pò vai via...non vorrai mica far storcere la vacanza a te ed i tuoi!!") inizia a fare dei buchi. All'inizio piccoli screzi che ingoio sempre in nome di quel dovere filiare aumentato quasi all'esasperazione in casi di "mantenimento prolungato fuori sede" come il mio. Poi però dopo l'ennesima trincerazione, ognuno dietro le proprie posizioni, quando ci si accorge che non c'è più dialogo ma solo riabilitazione alla sopportazione reciproca, avviene lo scontro finale. Mia madre quasi sempre gioca la carta intimidatrice del :"La mia pazienza è in via di esaurimento!". E Bum: Silenzio fu. Mio padre, a sua volta, inizia la litania del borbotto pro-mamma-laconica. E quando ormail la tensione si taglia con la lama di un coltello imbrattato di recriminazione, entro in gioco io ed inizia la scena madre: urla di dolori e di ire funeste che riducono in mille pezzi (a volte in maniera assai subdola) ogni ragione degli avversari coalizzati, facendo inesorabilmente montare a neve come l'albume dell'uovo uno straripantissimo senso di colpa in mamma e babbo.
Questo perchè io e non altri sono tenuta ad avere l'ultima parola e dei rassegnati ma orgogliosissimi genitori me lo lasciano sempre fare!
E mi domandate pure perchè non ho intenzione di avere dei figli???

venerdì 11 luglio 2008

Siamo ragazzi!


Una dietro l'altra, due botte di adrenalina e sentimentalismo che regalano gioie e intimità.
Martedì scorso la Dott.ssa Trapè che sorprende tutti con una non più sopita sicurezza di fronte ad una Commissione di Laurea presenziata dal temibile Gnocchi ed oggi la mia tenerissima cuginetta...ehm ehm...Dott.ssa Talamonti che spiazza con una strabiliante sicurezza di sé e delle proprie capacità. C'eravamo tutti, ci siamo tutti. Perchè è in questi momenti che mi piace fotografare nella mia testa le emozioni che per sempre descriveranno l'Amicizia, il sentirsi in famiglia, nel proprio eterno porto sicuro con il Fido Amico. Sì, ormai tutti si aspettano che Marianella pianga alle lauree ma sapete che vi dico? Ogni lacrima che verso è voluta, premeditata e bramata; ogni lacrima in questi momenti ha il rumore del "click" della camera che fissa, memorizza e scolpisce per sempre una determinata sensazione di benessere, brio, energia dentro di me. A quel punto niente potrà essere più al di sotto di quella soglia di forza vitale. E' un momento che un fisico chiamerebbe plasticizzazione. Non si è più quelli di prima ma più grandi, più consapevoli della bellezza della vita e soprattutto si è INSIEME.
Ti voglio bene Marzia.
Ti voglio bene Martina.
DOTTORE, DOTTORE, DOTTORE DEL BUCO DEL CUL!!!

mercoledì 2 luglio 2008

La lista della spesa

E' caldo. Domani ho l'esame di Relazioni Internazionali. Il Caos oltre a dominare l'argomento dell'esame, sconvolge anche il mio umore. Il 30 si è laureata Letizia e la prossima settimana Marzia e Martina amplieranno il ventaglio delle giovani leve "istruite" del nostro caro Bel Paese. Il pessimismo oggi regna sovrano. Voglio dormire. Ho copiato nel Pen Drive due film da portare da Claudia per far in modo che non le vengano strane idee di giochi in cui viene richiesta la mia necessaria partecipazione. Roger Rabbit e il Mago di Oz: che pesate anche questi oh! Ieri ho litigato con il controllore dell'Ataf. Mangio e ho dolori lancinanti allo stomaco perchè il processo digestivo a 36° assume la velocità delle Ere Geologiche. NON ASCOLTO PIU' MUSICA DA UNA SETTIMANA. Non ho più suonato la chitarra. Continuo i miei 12 steps per imparare il francese ma non faccio più pratica con Silvia. Non esco più la sera. Non ho una vita sociale degna di questo nome. Non scopo. Non leggo se non trattati sul terrorismo. Sono ufficialmente una persona intristita. Basta. Mi rialzo. Riparto da qui.

venerdì 20 giugno 2008

No! Non ci siamo!
Fermiamoci un attimo!
Cazzo,
mi gira la testa!
Quanta Vita!
Io non ci credo.
Non so fermarmi e scrivere, tranquilla, di tutto quello che succede. Son qui ma son già all'attimo successivo, colma nel cuore dell'attimo appena trascorso. Dio Bono, quanta roba!
In realtà poi non è successo un cazzo in particolare però ieri ad un incontro buddhista una ragazza ha detto: "Non so dire se mi piace la mia Vita ma sicuramente mi piace il modo in cui vivo!"
E la risposta è:.............ESATTA!!!!!
Sto trovando il senso. Sto vivendo cercando di capire il senso. Non voglio scendere più a compromessi: se capisco che non ho dubbi su una cosa, vaffanculo alle mie paure e dritta per quella strada!
Il concerto dei Radiohead, con la faccia di Marzia che, alla fine del giro di giostra, spossata da tanto "sentire" mi dice: "Ti avevamo persa e ti ho anche chiamato ma tu non rispondevi", quando il mio cellulare era scarico dal giorno prima è un piccolo esempio della dolce e surreale follia di questi giorni.
La Prof a cui ho chiesto la tesi che da per scontato che la mia tesi dovrà essere "cicciotta" perchè siamo in "zona lode" e "Noi si gioca a vincere!".
Io che mi sveglio tutte le mattine alle 7 con il buonumore che di solito non appartiene ai mattinieri.
Io che riesco a comunicare con il "Mio Piccolo Pezzettino di Cuore" solo attraverso quei "canali superiori" che solo tra compañeras de vida se encuentran, di un tabù che si era creato tra noi, con una spontaneità e comprensione che poteva sgorgare solo dalla nostra incrollabile fiducia e ostinazione in noi stesse, per noi stesse.
La musica di Thom che riaccende forte il desiderio di amare mio fratello come un "fratello". Voglio solo vederti felice ed elettrico come nelle brevi righe di MSN che ci siamo scambiati ieri notte. Dio Mattè, quanto sei BELLO quando riesci a ridere e lasciarti dietro quel broncio di disillusione.
La mia Lillina che passa l'esame di Statistica ed io, che godo con lei!
Il Daimoku centrifugo. Incazzato. Compassionevole. Nucleare. Con la mia Stefi.
Il parlare schietto, senza paura di non essere compresi con l'amica Ritrovata. Cinzia tanto per non fare nomi.
Le mie relazioni clandestine che assumono piano piano un valore (Martì smorza quel sorrisetto sul nascere!).
Insomma, una fiumana di roba. Tanta bella roba. Una vera Vanity Fair!

giovedì 5 giugno 2008

Che cos'è l'amor?


Ieri sono tornata al cinema dopo tanto (Non è un paese per vecchi era l'ultimo film visto fino a ieri). Abbiamo visto Divo il film su Giulio Andreotti e, non contente, io e la "smentrappata" Martina abbiamo visto anche Alla Luce del Sole. Due film in cui l'intreccio ricorrente è la mafia. Stiamo cadendo sempre più nel terrore...le conversazioni che seguono (già da un pò di tempo) sono accompagnate da una preoccupante fronte corrucciata e da occhi persi nella ricerca donchisciottiana di un'alternativa. Poi mi ritrovo inevitabilmente a sentirmi in colpa ogni volta che sul mio volto si imprime un sorriso di felicità. Forse è proprio questo il significato del mio lutto. Non un atteggiamento nichilista che "di fronte all'eterna e perpetua sofferenza della vita impedisce l'estasi", ma quanto meno un rimando continuo al fatto che c'è sempre qualcosa da fare. Non mi sento una persona particolarmente pessimista, anzi. Mi piace proprio essere contenta! Resta innegabile il fatto che, vuoi perchè siamo tanti, vuoi perchè la Terra è grande, non possiamo considerarci come entità staccate dal mondo e quindi perchè accontentarsi di godersi un bel piatto di pasta quando si può fare qualcosa perchè anche altri possano goderne? E' e rimane prospettiva differente. Qusto è uno dei casi in cui rinnovo i miei obiettivi: Viva il sorriso sul mio volto e Viva una prospettiva del vivere societario un pò meno individualista! Ottimo compromesso, non trovate?

lunedì 2 giugno 2008

Punti di vista temporali


L'altro giorno ho iniziato a leggere I Monologhi della Vagina. L'avevo già letto ma che magia è la parola scritta! Quanto è vero che se si rilegge un libro, lo stesso libro, a distanza di tempo, ci scopriamo ad essere colpiti da frasi, pensieri o immagini che magari non avevamo saputo (o voluto?) cogliere prima e perciò non avevamo impressi in noi stessi. Per me rileggere questo libro che parla di esperienze femminili, dell'essere donne, del significato di essere donne ha avuto questo effetto qui: mi hanno colpito delle espressioni che mi hanno portato ad interrogarmi parecchio su aspetti della mia vita che avevo accantonato nel dimenticatoio. Questa volta, però, e nella dimensione del tutto particolare in cui mi ha trasposto questo libro, la divergenza dei sentieri comunicativi percepiti alla prima lettura e alla seconda sono dovuti all'essere diventata più grande: nel considerare me stessa e il microcosmo in cui agisco, me stessa e l'universo uomo/donna e, least but not last, me stessa e il mistico mondo del sesso.
La prima volta che lo lessi ero la spudorata e battagliera studentessa liceale, che tra una canna e una versione di latino e tra un'assemblea d'istituto caricata unilateralmente (e senza troppa cognizione di causa forse...) di una vaga emulazione sessantottina e le estenuanti chiacchierate con migliori amici di cui (manco a dirlo) era innamorata, fortificava il suo "capire profondamente il mondo" spaziando da interessi wicca a rivendicazioni femministe.
Rileggendolo ora, ricordo solamente tutta l'impazienza che avevo di poter raggiungere un orgasmo per sperare di poter dire la mia sull'argomento trattato in maniera diretta e forse un pò brutale per la vergine che ero e che non vedeva l'ora di sbarazzarsi di quella zavorra chiamata imene.
Questa volta mi ha colpito molto l'argomento delle mestruazioni. L'autrice del libro ha chiesto a diverse donne di dire qualcosa in merito alle proprie mestruazioni.
Io ho ricordato che quando ho avuto le prime mestruazioni sono caduta preda di un pietoso attacco di pianto isterico che la commozione di mia madre non solo non riusciva a calmare, ma aizzava come aria sul fuoco.
Non che mi ostini a voler ricollegare tutto o a cercare sempre un filo che leghi diversi e, apparentemente, estranei eventi, però io non penso di avere un rapporto lineare con il mio sentirmi e accettarmi donna. A volte mi è perfino alieno il significato. E tutto il mio rinnovato interesse per gli studi di genere che porrebbero la donna al centro di tutte le politiche di sviluppo umano...che non derivi dalla mia stessa curiosità di sperimentare questo grande potere femmineo e femminile?
Forse non scherzo proprio del tutto quando dico di essere androgina (di solito se qualcuno fa commenti per le mie grandi spalle e i miei seni come due ceci su un enorme torace ma un culo propriamente mediterraneo). Voglio vedere se davvero la mia femminilità può influire sulla società in cui vivo...sempre che ne abbia. Insomma non vuol dire che solo perchè quando si fa l'amore si viene penetrati si è donne! E non mi si fraintenda...non si butta via niente. Anzi!

sabato 24 maggio 2008

Special Relationships

Io costruisco rapporti di valore solo attraverso le special relationships. E' un obiettivo lucido ma inconsapevole allo stesso tempo. L'effetto manifesto, però, è chiaro: non mi sento appagata nei miei rapporti sociali se non viaggio su un canale sintonizzato su un'unica lunghezza d'onda con l'altra persona.
Se non fosse così non riuscirei né a ricevere né a offrire niente.
La sensazione che quello che si sta dicendo, facendo o pensando quando sto con qualcuno sia irripetibile, perché creato nel momento quando le condizioni di ambiente, intelletto, cuore e mud non potranno mai più essere le stesse, deve essere totalizzante. Quando questo accade, godo. Quando questo non accade, mi viene da vomitare.
Con la musica è lo stesso, con un film o un libro anche.
Sono la ragazza che nota quando lui non c'è e la mia pelle lo fa piangere.
Mi sciolgo come un bicchier d'acqua che rovescia a terra quando la sua scelta di andarsene mi rende impotente perchè so che non sarò mai abbastanza coraggiosa da corrergli dietro e gridargli il mio amore.
Sono io l'immortale che ha sconfitto la Febbre delle Dimensioni.

venerdì 23 maggio 2008

Non sapere mai qual'è la verità

Potrei tranquillamente considerare la mia vita come un susseguirsi di dubbi come questo. Il pericolo è se questo dubbio agisce nel senso di una ricerca più approfondita per scovarla o nel senso di crearne una propria per ogni esigenza. NEL DUBBIO, INVENTA TUTTO!
Non posso averne la certezza, ma penso che ormai ci sono dei ricordi sui quali è passata l'indelebile "mano creativa" della mia fervida immaginazione: non potrò mai ricordare la versione ufficiale e quello che realmente accadde davvero, ma di sicuro è un ricordo più gustoso, croccante con un vago odore di vanillina. Non considero, però, questo mio "difettuccio" un caso clinico, perché sono totalmente convinta che lo faccio al solo scopo di spolverare il mio microcosmo con sparkling glitters: al buio (l'Oggettività) l'immagine non cambia, ma alla luce (la rimembranza) essa, pur rimando se stessa nella razionale entità, brilla e diventa solo più attrattiva, vivida, importante, che segna.
Mi lusinga (o forse no?) il fatto che abbia trovato dei complici solo in bizzarri personaggi di film altrettanto tali. Per citarne uno:

Mi chiamano Agrado. Perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri.
Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perchè una è più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha di se stessa.

Grazie Agrado!
Non sono pazza: insomma, quando ho detto a Claudia (bambina di 5 anni) che il cerotto che portavo al collo mi serviva perché nella notte un fottutissimo gnomo del cazzo mi aveva dato una botta nel capo perché non gli lasciavo abbastanza spazio nel letto e la madre, il giorno dopo, mi ha chiesto come andasse la mia cervicale infiammata, lei in maniera tanto naturale quanto convinta fa: "Mamma, ma di che parli?? Piuttosto, Mari, lo gnomino birbone è più tornato a darti noia??"
Non bisogna essere pazzi per capire che una "cervicale infiammata" è molto meno simpatica di uno "gnomo della notte birichino". La storia non viene assolutamente distorta nella sua natura...il dolore c'è cazzo! Però con uno gnomo si potrebbe anche discutere della sua vita difficile tra gli Elfi o gli si potrebbe chiedere di prestarci il cappello rosso a punta. Con la cervicale non si interloquisce se non per infamie gratuite e piuttosto colorite da parte nostra che non riceveranno mai risposte a tono!
Voglio proprio ricordarmi questa pallosissima infiammazione come un battibecco con lo gnomo. Voi ne avete mai visto uno? Io sì...e anche bello incazzato!

giovedì 22 maggio 2008

Doverose explanations

Ci siamo! Ci sono!
Sono in quei momenti della vita in cui sento che tutto ciò che accade ha un senso. E avrà un risvolto. La cosa strana è l'allarme tutto mio che mi fa capire che sono in questa fase anche se "le condizioni al contorno" sono esattamente le stesse di ieri, di oggi, di ora. Questo campanello fa più o meno così: "Oh Mondo, io ti salverò - Oh Mondo io ti salverò" SNOOZE "Oh Mondo, io ti salverò - Oh Mondo io ti salverò".
In questi momenti, mi faccio proprio simpatia, assumo un atteggiamento più bonario nei confronti dei miei limiti, presunti o oggettivi e volo!
E mi viene una gran voglia di condivisione! Ma che non vuole condividere solo idee ma progetti, sentimenti, coraggio e soprattutto le paure del buio. Si io ho paura del buio ma se arrivo a percepirla vuol dire che sono vicina, vicinissima all'Eldorado. E allora basta tirare fin sopra le orecchie il lenzuolino ma continuare a sbirciare da li sotto...fin quando i polmoni non avranno più ossigeno e con gli occhi contratti in una smorfia di pericolo imminente...si riaffiora dal nostro piccolo angolino sicuro e stantio e si torna a respirare Aria!
Come direbbe la segnaletica anti-incendio dentro una scuola elementare: IO SONO QUI!
Sono a questo punto qui e sento che se condivido questi momenti di Spleen anche solo con una pagina virtuale e continuo a fare così con la meticolosità di un Pollicino "de noantri" mi arrenderò meno facilmente quando incontrerò il prossimo Orco della situazione.
Dove voglio arrivare? Su che sentiero sono?
Su quello della Felicità.