venerdì 23 maggio 2008

Non sapere mai qual'è la verità

Potrei tranquillamente considerare la mia vita come un susseguirsi di dubbi come questo. Il pericolo è se questo dubbio agisce nel senso di una ricerca più approfondita per scovarla o nel senso di crearne una propria per ogni esigenza. NEL DUBBIO, INVENTA TUTTO!
Non posso averne la certezza, ma penso che ormai ci sono dei ricordi sui quali è passata l'indelebile "mano creativa" della mia fervida immaginazione: non potrò mai ricordare la versione ufficiale e quello che realmente accadde davvero, ma di sicuro è un ricordo più gustoso, croccante con un vago odore di vanillina. Non considero, però, questo mio "difettuccio" un caso clinico, perché sono totalmente convinta che lo faccio al solo scopo di spolverare il mio microcosmo con sparkling glitters: al buio (l'Oggettività) l'immagine non cambia, ma alla luce (la rimembranza) essa, pur rimando se stessa nella razionale entità, brilla e diventa solo più attrattiva, vivida, importante, che segna.
Mi lusinga (o forse no?) il fatto che abbia trovato dei complici solo in bizzarri personaggi di film altrettanto tali. Per citarne uno:

Mi chiamano Agrado. Perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri.
Bene. Quel che stavo dicendo è che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perchè una è più autentica quanto più assomiglia all'idea che ha di se stessa.

Grazie Agrado!
Non sono pazza: insomma, quando ho detto a Claudia (bambina di 5 anni) che il cerotto che portavo al collo mi serviva perché nella notte un fottutissimo gnomo del cazzo mi aveva dato una botta nel capo perché non gli lasciavo abbastanza spazio nel letto e la madre, il giorno dopo, mi ha chiesto come andasse la mia cervicale infiammata, lei in maniera tanto naturale quanto convinta fa: "Mamma, ma di che parli?? Piuttosto, Mari, lo gnomino birbone è più tornato a darti noia??"
Non bisogna essere pazzi per capire che una "cervicale infiammata" è molto meno simpatica di uno "gnomo della notte birichino". La storia non viene assolutamente distorta nella sua natura...il dolore c'è cazzo! Però con uno gnomo si potrebbe anche discutere della sua vita difficile tra gli Elfi o gli si potrebbe chiedere di prestarci il cappello rosso a punta. Con la cervicale non si interloquisce se non per infamie gratuite e piuttosto colorite da parte nostra che non riceveranno mai risposte a tono!
Voglio proprio ricordarmi questa pallosissima infiammazione come un battibecco con lo gnomo. Voi ne avete mai visto uno? Io sì...e anche bello incazzato!

1 commento:

Mrzina ha detto...

...Altro che partenze direzione TANGENTE! Stanotte sognerò gnomi travestiti cosparsi di sparkling glitters! EHHHH... ci mancava proprio un blog come questo!