No! Non ci siamo!
Fermiamoci un attimo!
Cazzo,
mi gira la testa!
Quanta Vita!
Io non ci credo.
Non so fermarmi e scrivere, tranquilla, di tutto quello che succede. Son qui ma son già all'attimo successivo, colma nel cuore dell'attimo appena trascorso. Dio Bono, quanta roba!
In realtà poi non è successo un cazzo in particolare però ieri ad un incontro buddhista una ragazza ha detto: "Non so dire se mi piace la mia Vita ma sicuramente mi piace il modo in cui vivo!"
E la risposta è:.............ESATTA!!!!!
Sto trovando il senso. Sto vivendo cercando di capire il senso. Non voglio scendere più a compromessi: se capisco che non ho dubbi su una cosa, vaffanculo alle mie paure e dritta per quella strada!
Il concerto dei Radiohead, con la faccia di Marzia che, alla fine del giro di giostra, spossata da tanto "sentire" mi dice: "Ti avevamo persa e ti ho anche chiamato ma tu non rispondevi", quando il mio cellulare era scarico dal giorno prima è un piccolo esempio della dolce e surreale follia di questi giorni.
La Prof a cui ho chiesto la tesi che da per scontato che la mia tesi dovrà essere "cicciotta" perchè siamo in "zona lode" e "Noi si gioca a vincere!".
Io che mi sveglio tutte le mattine alle 7 con il buonumore che di solito non appartiene ai mattinieri.
Io che riesco a comunicare con il "Mio Piccolo Pezzettino di Cuore" solo attraverso quei "canali superiori" che solo tra compañeras de vida se encuentran, di un tabù che si era creato tra noi, con una spontaneità e comprensione che poteva sgorgare solo dalla nostra incrollabile fiducia e ostinazione in noi stesse, per noi stesse.
La musica di Thom che riaccende forte il desiderio di amare mio fratello come un "fratello". Voglio solo vederti felice ed elettrico come nelle brevi righe di MSN che ci siamo scambiati ieri notte. Dio Mattè, quanto sei BELLO quando riesci a ridere e lasciarti dietro quel broncio di disillusione.
La mia Lillina che passa l'esame di Statistica ed io, che godo con lei!
Il Daimoku centrifugo. Incazzato. Compassionevole. Nucleare. Con la mia Stefi.
Il parlare schietto, senza paura di non essere compresi con l'amica Ritrovata. Cinzia tanto per non fare nomi.
Le mie relazioni clandestine che assumono piano piano un valore (Martì smorza quel sorrisetto sul nascere!).
Insomma, una fiumana di roba. Tanta bella roba. Una vera Vanity Fair!
venerdì 20 giugno 2008
giovedì 5 giugno 2008
Che cos'è l'amor?

Ieri sono tornata al cinema dopo tanto (Non è un paese per vecchi era l'ultimo film visto fino a ieri). Abbiamo visto Divo il film su Giulio Andreotti e, non contente, io e la "smentrappata" Martina abbiamo visto anche Alla Luce del Sole. Due film in cui l'intreccio ricorrente è la mafia. Stiamo cadendo sempre più nel terrore...le conversazioni che seguono (già da un pò di tempo) sono accompagnate da una preoccupante fronte corrucciata e da occhi persi nella ricerca donchisciottiana di un'alternativa. Poi mi ritrovo inevitabilmente a sentirmi in colpa ogni volta che sul mio volto si imprime un sorriso di felicità. Forse è proprio questo il significato del mio lutto. Non un atteggiamento nichilista che "di fronte all'eterna e perpetua sofferenza della vita impedisce l'estasi", ma quanto meno un rimando continuo al fatto che c'è sempre qualcosa da fare. Non mi sento una persona particolarmente pessimista, anzi. Mi piace proprio essere contenta! Resta innegabile il fatto che, vuoi perchè siamo tanti, vuoi perchè la Terra è grande, non possiamo considerarci come entità staccate dal mondo e quindi perchè accontentarsi di godersi un bel piatto di pasta quando si può fare qualcosa perchè anche altri possano goderne? E' e rimane prospettiva differente. Qusto è uno dei casi in cui rinnovo i miei obiettivi: Viva il sorriso sul mio volto e Viva una prospettiva del vivere societario un pò meno individualista! Ottimo compromesso, non trovate?
lunedì 2 giugno 2008
Punti di vista temporali

L'altro giorno ho iniziato a leggere I Monologhi della Vagina. L'avevo già letto ma che magia è la parola scritta! Quanto è vero che se si rilegge un libro, lo stesso libro, a distanza di tempo, ci scopriamo ad essere colpiti da frasi, pensieri o immagini che magari non avevamo saputo (o voluto?) cogliere prima e perciò non avevamo impressi in noi stessi. Per me rileggere questo libro che parla di esperienze femminili, dell'essere donne, del significato di essere donne ha avuto questo effetto qui: mi hanno colpito delle espressioni che mi hanno portato ad interrogarmi parecchio su aspetti della mia vita che avevo accantonato nel dimenticatoio. Questa volta, però, e nella dimensione del tutto particolare in cui mi ha trasposto questo libro, la divergenza dei sentieri comunicativi percepiti alla prima lettura e alla seconda sono dovuti all'essere diventata più grande: nel considerare me stessa e il microcosmo in cui agisco, me stessa e l'universo uomo/donna e, least but not last, me stessa e il mistico mondo del sesso.
La prima volta che lo lessi ero la spudorata e battagliera studentessa liceale, che tra una canna e una versione di latino e tra un'assemblea d'istituto caricata unilateralmente (e senza troppa cognizione di causa forse...) di una vaga emulazione sessantottina e le estenuanti chiacchierate con migliori amici di cui (manco a dirlo) era innamorata, fortificava il suo "capire profondamente il mondo" spaziando da interessi wicca a rivendicazioni femministe.
Rileggendolo ora, ricordo solamente tutta l'impazienza che avevo di poter raggiungere un orgasmo per sperare di poter dire la mia sull'argomento trattato in maniera diretta e forse un pò brutale per la vergine che ero e che non vedeva l'ora di sbarazzarsi di quella zavorra chiamata imene.
Questa volta mi ha colpito molto l'argomento delle mestruazioni. L'autrice del libro ha chiesto a diverse donne di dire qualcosa in merito alle proprie mestruazioni.
Io ho ricordato che quando ho avuto le prime mestruazioni sono caduta preda di un pietoso attacco di pianto isterico che la commozione di mia madre non solo non riusciva a calmare, ma aizzava come aria sul fuoco.
Non che mi ostini a voler ricollegare tutto o a cercare sempre un filo che leghi diversi e, apparentemente, estranei eventi, però io non penso di avere un rapporto lineare con il mio sentirmi e accettarmi donna. A volte mi è perfino alieno il significato. E tutto il mio rinnovato interesse per gli studi di genere che porrebbero la donna al centro di tutte le politiche di sviluppo umano...che non derivi dalla mia stessa curiosità di sperimentare questo grande potere femmineo e femminile?
Forse non scherzo proprio del tutto quando dico di essere androgina (di solito se qualcuno fa commenti per le mie grandi spalle e i miei seni come due ceci su un enorme torace ma un culo propriamente mediterraneo). Voglio vedere se davvero la mia femminilità può influire sulla società in cui vivo...sempre che ne abbia. Insomma non vuol dire che solo perchè quando si fa l'amore si viene penetrati si è donne! E non mi si fraintenda...non si butta via niente. Anzi!
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