venerdì 31 ottobre 2008

E' impossibile? No.


E' una sensazione stranissima quando le persone con cui entriamo in contatto ogni giorno, da quelle più intime agli sconosciuti degli autobus, riflettono un'immagine di noi che pensiamo non appartenga alla nostra natura.
Sono stata a ricevimento dalla relatrice della mia tesi ed è stato tutto sorprendente e sbalorditivo. Sorprendente è stato il toccare con mano che è vero che non si è buoni o cattivi a priori, ma solo in relazione a qualcosa o qualcuno: formalmente una prof del genere avrebbe tutte le carte in regola per essere considerata una vera e propria "stratega della stronzaggine e del cinismo". Oggi nel suo ufficio c'ero io, Marianella, nel pieno del suo agio e della rilassatezza (ho fatto taaaaaanto daimoku proprio per sciogliere come cera questo malloppo di ansia e irrequietezza). Ed oggi, nel suo ufficio, la prof è stata una delle persone più umane e vulnerabili che io abbia mai incontrato. Se fino a stamattina la stimavo per il suo modo di lavorare, adesso la sento più vicina di quanto pensassi nel suo modo di guardare al mondo. Sono contenta di essere una sua "discepola". Voglio esserlo perchè ho scelto il mio "maestro".
Sbalorditiva è stata la sua espressione ansiosa quando mi ha consigliato di essere meno pignola.
PIGNOLA?
IO???
In questi giorni non ho fatto altro che combattere interiormente con il mio senso di inadeguatezza e il mio senso di colpa rispetto alla presunta "faciloneria" con cui stavo affrontando la fine del mio percorso di studi. Risultato: stress, angoscia, senso di impotenza, ansia perchè il tempo passa, in poche parole una Non-Vita.
La risposta più bella che potessi aspettarmi e la vittoria giornaliera più grande che potessi ottenere dopo tanto lottare è stato proprio questo sbalordimento.
Gli occhietti della prof dietro due fondi di bottiglia che si alzano dal tavolo, vanno ad incorciare i miei e, in tutta tranquillità, mi dicono: "Si rilassi. Come fa a dire che non è all'altezza se non l'ha mai fatto?". Come a dire che non è bene conoscere la realtà attraverso la propria idea di realtà, ma è bene farlo attraverso l'esperienza di questa.
Oggi sono grata a questa donna.
Oggi sono grata alla mia Vita perchè, aprendosi, mi ha permesso di farsi conoscere un pò di più.
Ora ho un volo da prenotare!

venerdì 17 ottobre 2008

In due parole, il senso di oggi

Ho bisogno di dire agli altri quello che penso, ora più di ieri, ora più che mai.
La vita si approfondisce sempre, è nella fisiologia sua propria. Io lo vedo da questo non poter tacere. Se amo lo voglio urlare, se ho stima lo voglio gridare, se trovo che è ingiusto lo voglio combattere senza quel senso di impotente inadeguatezza che mi fa aver paura di poter "esagerare" con le persone. Se si ama allora bisogna avere pure tutta la fiducia di questo mondo nel pensare che se si persegue il giusto, il bene, il canale che si adotta per il dialogo sarà sempre quello ideale, che non si fraintende ma che va dritto alla sostanza. Sì, tanta fede occorre. Ma ne vale la pena. Non fosse altro che questo vivere attimo dopo attimo è tutto quello che si conosce della Vita.
Ora il ricercare costantemente "l'altro" per vedere a che punto è la nostra lotta quotidiana è un desiderio che sgorga dal profondo del cuore e non, come ieri, un dovere morale.
Ci sono. Ci siamo. E che bello, no?